Dattilografia Metodi

DATTILOGRAFIA: METODI

Con l’avvento e la diffusione dei personal computer e il parallelo utilizzo dei suoi strumenti come chat, blog e posta elettronica, un numero sempre crescente di persone si è trovata a dover utilizzare la tastiera quotidianamente, sia per scopi lavorativi che personali. Per sfruttare al massimo le potenzialità dell’elaboratore, diventa dunque fondamentale avere tra le proprie competenze quella della dattilografia. Proprio con questo scopo, sono nate di recente moltissime scuole che propongono corsi di dattilografia al computer, congiuntamente a programmi che permettono l’apprendimento del metodo di scrittura a tastiera cieca.

Questo metodo è stato inventato nel 1876 da uno stenografo e insegnante di dattilografia di Salt Lake City, Frank McGurrin. Il 25 luglio 1888 McGurrin, che al tempo era l’unica persona a scrivere senza guardare la tastiera, ebbe una vittoria in una gara nazionale di dattilografia tenutasi a Cincinnati utilizzando la sua innovativa, e allora sconosciuta tecnica. I giornali diedero grande risalto a tale vittoria rendendo così popolare il nuovo metodo di scrittura .

Cerchiamo dunque di capire meglio cosa si intende per scrittura a tastiera cieca.

Come si intuisce dal nome, essa è una modalità di dattilografia che consiste nello scrivere senza guardare la tastiera. Per ottenere buoni risultati, è necessario seguire alcune regole fondamentali come la diteggiatura, che ha il fulcro nella corretta posizione che l’operatore deve assumere davanti alla macchina.

Grazie a questa metodologia specifica e consolidata, che prevede l’uso razionale delle dieci dita con la memorizzazione della loro posizione e dei rapidi movimenti da effettuare sulla tastiera, non è difficile trovare i tasti giusti senza utilizzare la vista, bensì memoria e tatto.

Cercando di semplificare l’utilizzo, come è ben illustrato nell’immagine, bisogna dividere mentalmente la tastiera in due parti, una per la mano sinistra e l’altra per la mano destra.

La posizione di base viene individuata nella seconda fila dei tasti di scrittura (le file si contano a partire dal basso verso l’alto) che prende il nome di riga di base o rigo base.
Le dita delle due mani (ad eccezione dei pollici ai quali compete la barra di spazio e che restano volanti in attesa di usarla) vengono posizionate sui cosiddetti tasti pilota che, nella tastiera alfanumerica QWERTY, corrispondono alle lettere ASDF per la mano sinistra e a JKLò per la mano destra.

Ciascun dito, partendo dal proprio tasto pilota, si muove in orizzontale o in verticale per digitare un altro tasto e ritornare subito dopo alla posizione di partenza.

Forse si sarà notato che su quasi tutte le tastiere sui tasti F e J è collocata una piccola linea in rilievo, in modo che l’operatore abbia un punto di riferimento anche tattile che consenta maggior sicurezza, velocità e precisione nella scrittura.

Di fondamentale importanza per l’apprendimento di questo metodo è il ritmo di diteggiatura, che deve essere costante con movimenti razionalizzati e bilanciati.

È inoltre importante rispettare alcune semplici regole come mantenere una postura rilassata, non premere con violenza sui tasti, staccare spesso gli occhi dallo schermo e prendere brevi pause frequenti per non affaticare troppo vista e sistema osteoarticolare.

Una volta che si impara l’alfabeto con i segni di punteggiatura principali, si procede con la copiatura del testo che va posizionato alla sinistra di chi scrive, in modo di individuare non tanto parole quanto sequenze di caratteri: in tal modo, il che produce un riflesso condizionato senza necessità di pensare. Se si padroneggia bene la copiatura, riesce più agile anche la scrittura diretta, specialmente nel caso di lingue fonetiche come l’italiano, che associano direttamente lettere e suoni.

Le persone che utilizzano il computer, senza aver mai studiato questa tecnica di scrittura razionale, si limitano molto spesso a scrivere a due dita, ilche è chiaramente svantaggioso perché richiede un continuo passaggio degli occhi dalla tastiera allo schermo. In campo professionale, l’utilizzo della vista sulla tastiera è da considerarsi limitante sia in termini di velocità che di prestazioni.

I punti cardine di questa disciplina rimangono dunque:

  • Precisione
  • Velocità
  • Ritmo costante
  • Corretta postura
  • Regole di impaginazione valide (dal punto di vista estetico e tecnico/pratico)

Da questo ultimo elemento si evince come a livello didattico la dattilografia debba assumere anche un ruolo anche espressivo e creativo, e non solamente tecnico.

Negli anni più recenti, la tecnologia ha facilitato il lavoro dell’operatore con la messa a punto di vari ausili, a partire dal mouse fino al riconoscimento vocale.

Le basi della scrittura a tastiera cieca rimangono dunque valide anche per la scrittura a computer e vengono ancora oggi insegnate in varie scuole.